Dalle case abitazioni rase al suolo dei palestinesi alla White House, un archivio per immagini delle case più significative degli ultimi anni.
Quando si parla di “casa” non si parla mai, o quasi mai, della casa in sé. Raramente ci riferiamo ai muri che la compongono o alle fondamenta che la tengono in piedi. Si parla di famiglia, proprietà, identità. Le porte di una casa possono essere serrate (come quella di St. Louis, in Missouri) o abbattute (quella di Assad ad Aleppo, ad esempio), le sue stanze possono essere vuote (quelle lasciate dai palestinesi in fuga) o piene fino all’orlo (chiedere a Airbnb), mentre l’idea di casa stessa può rassicurarci (la classica famiglia riunita davanti al caminetto) o terrorizzarci (i mostri sono anche lì, sotto al nostro letto).
Abbiamo provato a capirci qualcosa di più prendendo 10 tra le case più iconografiche degli ultimi anni.
St. Louis, Missouri, Stati Uniti d’America, giugno 2020.
Riprendendo un’espressione usata e abusata dai giornali, nell’estate del 2020 gli Stati Uniti erano “in fiamme”. Come se non bastasse la movimentata prima presidenza Trump e lo scoppio della pandemia di Covid-19, alla fine di maggio il 46enne cittadino afroamericano George Floyd era stato ucciso dal poliziotto bianco Derek Chauvin a Minneapolis. Le foto dell’uccisione hanno fatto il giro del mondo, e specialmente negli Stati Uniti l’assassinio ha dato via a un movimento sociale contro il razzismo sistemico senza precedenti in questo secolo – in diverse occasioni, le marce sono degenerate in tumulti. Un mese dopo la morte di Floyd le proteste sono arrivate anche a St. Louis, Missouri, dove i manifestanti hanno sfilato per le strade della città chiedendo giustizia e diritti. Mentre sfilavano pacificamente di fronte alla villa di Mark e Patricia McCloskey, i manifestanti sono stati accolti dai due proprietari (bianchi) ad armi spianate. Per come la intendono i McCloskey, la casa è il pilone del sentimento reazionario contemporaneo.
Aleppo, Siria, dicembre 2024.
Non importa la metratura, l’efficienza energetica o la vista: se non la riempiamo con ricordi, amore e cura, una casa non sarà mai tale – sarà al massimo un edificio. Ciò che rende una casa tale sono i legami tra le persone che la occupano, ed è lì, nel focolare domestico, che la casa si compie. Chissà se ci hanno pensato anche i ribelli siriani che nel dicembre 2024, con il collasso definitivo del regime baathista, hanno fatto irruzione nella residenza (vuota) di Bashar al-Assad ad Aleppo. Qui hanno trovato decine di foto che ritraevano momenti intimi e personali dell’ormai ex presidente tra vacanze, gite in barca e sprazzi di quotidianità.
Washington, D.C., Stati Uniti d’America, ottobre 2025.
Capita sempre più spesso di leggere analisi sulla politica trumpista, che questa sia nazionale o estera, che ci lasciano con un senso di confusione. Ciò che hai appena letto ha perfettamente senso, e probabilmente sarebbe applicabile a qualsiasi altro presidente al mondo, ma sembra non prendere in considerazione uno degli aspetti più importanti dell’approccio del tycoon: la continua ricerca di gratificazione per il suo ego. Questo lo vediamo in politica estera (si racconta che la leader dell’opposizione venezuelana, Corrinna Machado, non sia diventata presidente del paese dopo il rapimento di Maduro perché ha accettato il premio Nobel per la Pace, che Trump diceva di spettargli” ) quanto in quella interna (se vuoi fare business negli Stati Uniti devi baciare la sua mano, come ha presgto imparato la Silicon Valley). Lo stesso vale per la“casa” più famosa al mondo, la Casa Bianca: è qui che nell’ottobre 2025 Trump ha ordinato la demolizione dell’ala est per costruire una più “trumpiana” sala da ballo.
Little Saint James, Isole Vergini Americane, anni Ottanta – anni Duemila.
La residenza privata di Jeffrey Epstein a Little Saint James, un’isola nell’arcipelago della Isole Vergini Americane, è diventata nell’immaginario comune contemporaneo una vera e propria casa degli orrori (o dei sogni, dipende dalla persona a cui chiedi). È qui che avvenivano ricevimenti e feste organizzate da Epstein e partecipate da decine di personaggi famosi, al centro delle quali c’erano delle giovani o giovanissime (in diversi casi anche minorenni) ragazze che si prostituivano. E mentre gli “Epstein files” fanno tremare le gambe a molti di quei vip che hanno frequentato il luogo.Alcuni dettagli trapelati dai file, però, fanno tremare anche noi: a colpire in primis quella che presto è stata rinominata la “stanza del dentista”, ovvero una cameradestinata a gratificare chissà quale kink sessuale nella quale si trova una poltrona odontoiatrica al centro e, alle pareti, e decine di maschere inquietanti.
Striscia di Gaza, Palestina, luglio 2024.
La distruzione di Gaza da parte dell’esercito israeliano è passata, anche e soprattutto, per la distruzione delle case dei palestinesi. La casa, infatti, nell’immaginario palestinese è fondamentale: non è un caso che il simbolo della Nakba, ovvero l’esodo palestinese del 1948, siano proprio le chiavi di quelle case che quella prima generazione di palestinesi dovette lasciare. Nel 1948 come oggi le case dei palestinesi sono bombardate, abbattute, incendiate o occupate. Relativamente a quest’ultimo punto, i soldati israeliani hanno pubblicato spesso sui loro social network loro foto mentre si divertono in quelle case: in uno degli esempi più raccapriccianti, un gruppo di soldati posa sul divano con abiti da donna saccheggiati in un’altra stanza.
Striscia di Gaza, Palestina, dicembre 2023.
Anche nei sogni più disturbati degli occupanti israeliani, il futuro di Gaza sarà un futuro fatto di case. Semplicemente, non quelle dei palestinesi. Basti pensare alla locandina postata sui social dalla società immobiliare israeliana Harey Zahav che, sovrapposti a una foto della distruzione che regna oggi a Gaza, mostra dei rendering per alcune moderne villette e la scritta “Svegliati! Una casa sulla spiaggia non è un sogno”. La locandina era accompagnata da una dichiarazione d’intenti: “Noi della società Harey Zahav stiamo lavorando per preparare le basi per un ritorno a Gush Katif (un blocco di 17 insediamenti israeliani affacciati sul mare nella Striscia di Gaza evacuato dai coloni nel 2005, come parte del disimpegno israeliano dalla Striscia). Molti dei nostri dipendenti hanno iniziato a lavorare sul recupero dei terreni, sulla bonifica dai rifiuti e sull’espulsione degli intrusi. Se Dio vorrà, presto cominceremo a costruire in ogni parte di Gush Katif”.
Dighton, Massachusetts, Stati Uniti d’America, aprile 2023.
Negli ultimi anni su internet sta andando alla grande il meme del “Male Living Spaces”. Soprattutto in gioventù, i maschi hanno la straordinaria capacità di farsi andare bene qualsiasi condizione abitativa, particolarmente in materia di interior design. Se entriamo in una stanza affittata da un ventenne, il meme dice che ci troveremo un letto, un monitor per il gaming e… poco più. Forse una scrivania, forse una panca per gli esercizi, ma niente decorazioni, piante, arredi. Niente di niente. L’emblema di questa vita spartana è diventata la stanza di Jack Teixeira, 21enne militare della Guardia Nazionale statunitense che nel 2023 è stato arrestato per aver diffuso su Discord documenti militari segreti sulla guerra in Ucraina. La stanza dove è cresciuto a casa dei suoi genitori è uno strabiliante esempio di Male Living Spaces: un letto, pareti mimetiche, due quadri con lui in tuta mimetica, tapparelle mimetiche, e una cassettiera con degli integratori. 10/10.
Karlsruhe, Germania, gennaio 2025.
AfD, il partito di estrema destra tedesco che secondo tutti i sondaggisti presto guiderà la Germania, è noto per essere uno dei principali promotori della teoria della “remigrazione”. A seconda di come la si interpreti, la suddetta teoria prevede l’espulsione dall’Europa di tutti gli immigrati illegali, tutti gli immigrati o tutte le persone non bianche. È la versione raffinata del discorso da bar “rimandiamoli a casa loro”, e sembra conoscere sempre maggiore popolarità in Occidente. Un esempio particolarmente odioso di ciò sono i finti biglietti aerei lasciati da AfD nelle cassette della posta di famiglie con nomi non tedeschi a Karlsruhe.
Nagorno-Karabakh, settembre 2023.
La differenza tra vincere e perdere una guerra, per tantissime persone comuni, è la stessa tra avere e non avere una casa. È un dato di fatto storicamente chiaro: la conquista o la perdita di un territorio significa, sistematicamente, la migrazione di una fetta importante di popolazione che in origineabitava quei posti. Recentemente, è stato il caso della popolazione armena del Nagorno-Karabakh, dal settembre 2023 conquistato definitivamente dai militari azeri.
Barcellona, Spagna, luglio 2018.
In un famoso spot pubblicitario, l’azienda di ospitalità Airbnb presentava i suoi servizi come la possibilità di “sentirti a casa lontano da casa”. La popolarità di Airbnb però, in tantissime città turistiche in giro per il mondo, ha significato il contrario: il non sentirsi più a casa anche quando si è a casa. Anzi, anche peggio: non avere più una casa, dato l’effetto disastroso chela piattaforma ha innescato sul mercato immobiliare di città come Venezia, Firenze, Parigi, Lisbona o altre. Particolarmente affetta da questo morbo è stata Barcellona, dove negli ultimi anni si sono registrate centinaia di proteste al grido di “turisti tornatevene a casa”.