27.01.2025
Vanessa Roghi

La Shoah attraverso le foto di chi l’ha vissuta

Un lavoro straordinario sulle testimonianze fotografiche della Shoah.

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27.01.2026
Helena Janeczek

Il Giorno della Memoria, oggi

Per molto tempo, il Giorno della Memoria è stato un rituale condiviso e quasi indiscutibile, scandito da immagini e parole ormai canoniche. Oggi, a quasi ventisei anni dalla sua istituzione, attraversa invece una crisi profonda, che riguarda il significato stesso dell’espressione “Mai più”.

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26.01.2026
Lorenzo Gramatica

“Sentimental Value”: una famiglia, la sua casa e tutti i suoi traumi

L’ultimo bellissimo film di Joachim Trier racconta la storia di una famiglia e della sua casa.

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26.01.2026

Black Scarf

In un villaggio sperduto dell’Iran, un maestro cerca di aiutare le sue studentesse vittime di un sistema patriarcale e violento.

Lucy in sala – Cortometraggio
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26.01.2026
Alessandro Volpi

Se le città sono sempre più care è anche colpa delle nostre pensioni

Che si affidano a SGR che investono aggressivamente nel mercato immobiliare a scapito di Comuni e cittadini.

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23.01.2026

Casa di giuggiola

Nulla ci fa sentire a casa come la nostra fantasia: il posto a cui tornare ogni volta che vogliamo.

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1a
23.01.2026
Alex Giuzio

Bello il mare, ma non per chi ci vive

I litorali sono progettati per i turisti. Per questo chi ci abita tutto l’anno deve affrontare parecchi problemi.

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Cover Giuzio
22.01.2026
Lia Piano

Tutte le case che siamo stati

Perché nascere, amare e sopravvivere significa cambiare casa.

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Magazine

35

Casa

Gennaio 2026

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In anteprima

Il destino della casa e quello dell’umanità sono da sempre legati. Ce ne accorgiamo dalle pitture rupestri con cui la nostra specie ha decorato, come volte, le caverne buie e in cui si è rintanato. Sono case, le prime case che l’umanità abbia conosciuto, e fanno parte di una civiltà in cui abitare significava spostarsi continuamente, eppure i nostri antenati non hanno resistito all’istinto di rendere propri anche gli spazi più precari o provvisori.

Le Corbusier, forse l’architetto più influente della nostra storia recente, ha detto che “la casa è una macchina per abitare”. E nel modo in cui ciascuno di noi oggi personalizza gli ingranaggi (la scelta del letto, la disposizione della cucina, l’orientamento dei mobili della camera o di una libreria) in qualche misura prosegue il gesto che l’uomo primitivo compiva allestendo un giaciglio tra le pareti di una grotta.

Non si tratta solo di oggetti, ma anche di desideri. Apollinaire, per esempio, fantastica un’abitazione popolata di presenze: “Vorrei avere nella mia casa: una donna ragionevole, un gatto che passi tra i libri, degli amici in ogni stagione senza i quali non posso vivere”.  

Charles Dickens ha detto con gusto del paradosso: “Meglio, mille volte meglio non avere neppure un tetto sulla testa che una casa nella quale si ha il timore di tornare!”

Il dolore del protagonista de La Luna e i falò è originato proprio da questa mancanza originaria: “C’è una ragione perché sono tornato in questo paese, qui e non invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. Qui non ci sono nato, è quasi certo; dove son nato non lo so; non c’è da queste parti una casa né un pezzo di terra né delle ossa ch’io possa dire ‘Ecco cos’ero prima di nascere’”.

Mentre la disponibilità lieta Dorothy affronta i mille incanti del mago di OZ gli deriva dalla consapevolezza che dopotutto: “Nessun posto è bello come casa mia”.

In questo numero di Lucy proveremo allora a interrogarci  significhi oggi casa, su quali sono i desideri con cui la riempiamo, quali le ragioni per cui decidiamo di staccarcene e su quanto di noi rimane nelle nostre in abitazioni in attesa del nostro ritorno.   

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Fare un fuoco

Perché le storie accendono la nostra immaginazione.

Podcast

di Nicola Lagioia

16.01.2026

A cosa serve oggi la critica?

Il Novecento è stato il secolo della critica. Il suo sodalizio con l’arte sembrava inscindibile e il suo ruolo di mediazione tra opera e pubblico era dato per certo. Ma, come hanno notato sul finire del secolo Steiner, Todorov e altri studiosi, si è arrivati a una situazione paradossale: la critica era diventata così importante da mettere in secondo piano le creazioni artistiche da cui essa dipendeva. Il critico è stato una figura autorevole, rispettata e ascoltata. Oggi, che i meccanismi di produzione artistica e di comunicazione sono profondamente mutati, è ancora così? Ci sarà ancora bisogno della critica per come la conosciamo? Come cambierà? Ne parliamo in questa puntata di Fare un fuoco.

Ascolta l’episodio
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Una newsletter che racconta di vite che non sono la nostra: vite straordinarie, bizzarre o comunque interessanti.

Scritta dalla redazione di Lucy,
arriva una domenica sì e una no.

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