Casa
Con il nuovo mese inauguriamo anche un nuovo tema: ve lo presentiamo qui.
I doni del mondo
I doni servono a suggellare pace e buoni sentimenti. Non solo tra individui, ma anche tra nazioni. E oggi, questi doni, sono più strani che mai.
Basta con le frasi pigre
Anzi, lasciamole solo agli artisti.
Non tutti hanno un talento, ed è normale
Eppure, fatichiamo ad accettare che esserne sprovvisti non sia la fine del mondo.
L’America ci ha plasmati. Potremo mai perdonarglielo?
Dal cinema alla ristorazione, gli USA hanno trasformato abitudini, gusti e immaginario collettivo degli italiani. In meglio?
Zalone prende in giro tutti (quindi nessuno)
Questo il principale difetto di un film che sa di ritorno alle origini.
A scuola si impara molto, ma non ad affrontare il mondo
Questo il difetto di certi metodi d’educazione molto apprezzati.
Cosa significa donare e perché lo facciamo?
Un percorso culturale e letterario sul senso umano del donare, con Alessandro Zaccuri.
In anteprima
Il destino della casa e quello dell’umanità sono da sempre legati. Ce ne accorgiamo dalle pitture rupestri con cui la nostra specie ha decorato, come volte, le caverne buie e in cui si è rintanato. Sono case, le prime case che l’umanità abbia conosciuto, e fanno parte di una civiltà in cui abitare significava spostarsi continuamente, eppure i nostri antenati non hanno resistito all’istinto di rendere propri anche gli spazi più precari o provvisori.
Le Corbusier, forse l’architetto più influente della nostra storia recente, ha detto che “la casa è una macchina per abitare”. E nel modo in cui ciascuno di noi oggi personalizza gli ingranaggi (la scelta del letto, la disposizione della cucina, l’orientamento dei mobili della camera o di una libreria) in qualche misura prosegue il gesto che l’uomo primitivo compiva allestendo un giaciglio tra le pareti di una grotta.
Non si tratta solo di oggetti, ma anche di desideri. Apollinaire, per esempio, fantastica un’abitazione popolata di presenze: “Vorrei avere nella mia casa: una donna ragionevole, un gatto che passi tra i libri, degli amici in ogni stagione senza i quali non posso vivere”.
Charles Dickens ha detto con gusto del paradosso: “Meglio, mille volte meglio non avere neppure un tetto sulla testa che una casa nella quale si ha il timore di tornare!”
Il dolore del protagonista de La Luna e i falò è originato proprio da questa mancanza originaria: “C’è una ragione perché sono tornato in questo paese, qui e non invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. Qui non ci sono nato, è quasi certo; dove son nato non lo so; non c’è da queste parti una casa né un pezzo di terra né delle ossa ch’io possa dire ‘Ecco cos’ero prima di nascere’”.
Mentre la disponibilità lieta Dorothy affronta i mille incanti del mago di OZ gli deriva dalla consapevolezza che dopotutto: “Nessun posto è bello come casa mia”.
In questo numero di Lucy proveremo allora a interrogarci significhi oggi casa, su quali sono i desideri con cui la riempiamo, quali le ragioni per cui decidiamo di staccarcene e su quanto di noi rimane nelle nostre in abitazioni in attesa del nostro ritorno.
Recenti
Vedi tuttiSu “La lobby ebraica”: una replica
Pubblichiamo una replica su proposta dell’editore Ponte alle Grazie e, in fondo, una controreplica.
Ereditiamo i traumi dei nostri genitori?
Molto di quello che non comprendiamo di noi stessi si deve (pare) all’eredità emotiva. Che non sempre può essere indagata.
Passaggio di consegne
Dove vanno a finire i nostri regali? In ufficio specializzato, pare.
Guardare il cibo è ormai importante quanto mangiarlo
Ne sono una prova i moderni cookbook, quasi dei cataloghi d’arte che anziché dirci come cucinare ci mostrano come vorremmo vivere…
Natale a Rebibbia con Gianni Alemanno
Da quando è detenuto, Alemanno è diventato paladino dei diritti dei carcerati. La sua battaglia è molto utile.
Su quali basi la destra sta provando a intestarsi Pasolini?
Ad Atreju si è tentata un’appropriazione di PPP che ne ignora il marxismo, l’odio per il fascismo e la denuncia dell’omolog…
PIACERI SCONOSCIUTI 19
L’ultimo numero della newsletter di Nicola Lagioia per gli abbonati di Lucy.
Libri del 2025 che sono piaciuti alla redazione di Lucy
Alcuni consigli letterari a cura della Redazione, tra loro diversissimi, dedicati a chi aspetta le feste per poter leggere un po’ …
I più letti
Tirana è il futuro di Milano
Il problema coi santi: Carlo Acutis e i processi di canonizzazione
Essere di origine italiana va bene, diventare italiani no
Tagliare i ponti coi genitori, anche da adulti
Le motivazioni della sentenza Turetta e il femminismo punitivo
Quanta libertà dobbiamo lasciare ai nostri figli?
Perché quello che si sta compiendo a Gaza è un genocidio. Intervista a Omer Bartov
Fare palestra per non impazzire
Le recensioni letterarie in Italia stanno diventando inutili
L’ultima città
Fare un fuoco
Perché le storie accendono la nostra immaginazione.
Podcast
di Nicola Lagioia
Dove sono finiti gli intellettuali?
Dove sono finiti gli intellettuali? È una domanda che sembrano porsi in molti – e non da oggi. C’è chi lamenta la loro scomparsa dal discorso pubblico, la loro scarsa incisività o coraggio. Forse il problema non sono solo gli intellettuali (che ci sono), ma noi che li guardiamo con lo sguardo del passato, come se fossimo ancora nel Novecento. Che aspettative abbiamo nei loro confronti? E cosa stanno diventando in un panorama che è profondamente mutato? Di questo parla l’ultima puntata di “Fare un fuoco” dell’anno.
Una newsletter che racconta di vite che non sono la nostra: vite straordinarie, bizzarre o comunque interessanti.
Scritta dalla redazione di Lucy,
arriva una domenica sì e una no.
Video
Seeds from Kivu
Nella Repubblica Democratica del Congo, un gruppo di donne impara ad accettare i figli nati dagli stupri subiti dai guerriglieri.
La tecnologia ha cambiato l’italiano?
Dalle lettere alle mail, dai telefoni alle chat fino al recente arrivo dell’intelligenza artificiale la lingua italiana ha sempre …
After Dawn
I palazzoni di una banlieue francese fanno da sfondo alle storie di Yves, Hamza e Déborah.