19.01.2026
Ivan Carozzi

Se ChatGPT ci fa sentire inferiori

È capitato all’autore del pezzo, ma forse non è l’unico a sentirsi inadeguato di fronte alle IA.

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19.01.2026
Alessandro Volpi

Milano è davvero una città per milionari?

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17.01.2026
Nicola H. Cosentino

La bellezza del dubbio. Conversazione con Paolo Sorrentino

Su potere, politica, letteratura e tenerezza. A partire dal suo undicesimo film, “La Grazia”, da poco nelle sale.

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16.01.2026
Martino Mazzonis

I diritti umani non contano più niente?

Non proprio, ma non guidano più le decisioni politiche, come dice lo storico Stefan-Ludwig Hoffmann in quest’intervista.

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15.01.2026
Fabio Stassi

Franz Kafka, scrittore cinese

Non per ambientazione o biografia, ma per sensibilità, etica della scrittura e visione del mondo. Almeno secondo Elias Canetti.

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15.01.2026
Valentina Pigmei

Ho fatto il test genetico per il tumore al seno

Per decidermi ci ho messo tantissimi anni, e non è stato facile.

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14.01.2026
Silvia Cegalin

Quello che il regime iraniano ci sta impedendo di sapere sulle proteste

E che sarà sempre più difficile che trapeli.

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14.01.2026
Eleonora Dragotto

Chi pulisce le nostre case?

Lavoratrici straniere, spesso senza documenti, che tengono in piedi un un settore essenziale ma poco riconosciuto e tutelato.

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35

Casa

Gennaio 2026

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Il destino della casa e quello dell’umanità sono da sempre legati. Ce ne accorgiamo dalle pitture rupestri con cui la nostra specie ha decorato, come volte, le caverne buie e in cui si è rintanato. Sono case, le prime case che l’umanità abbia conosciuto, e fanno parte di una civiltà in cui abitare significava spostarsi continuamente, eppure i nostri antenati non hanno resistito all’istinto di rendere propri anche gli spazi più precari o provvisori.

Le Corbusier, forse l’architetto più influente della nostra storia recente, ha detto che “la casa è una macchina per abitare”. E nel modo in cui ciascuno di noi oggi personalizza gli ingranaggi (la scelta del letto, la disposizione della cucina, l’orientamento dei mobili della camera o di una libreria) in qualche misura prosegue il gesto che l’uomo primitivo compiva allestendo un giaciglio tra le pareti di una grotta.

Non si tratta solo di oggetti, ma anche di desideri. Apollinaire, per esempio, fantastica un’abitazione popolata di presenze: “Vorrei avere nella mia casa: una donna ragionevole, un gatto che passi tra i libri, degli amici in ogni stagione senza i quali non posso vivere”.  

Charles Dickens ha detto con gusto del paradosso: “Meglio, mille volte meglio non avere neppure un tetto sulla testa che una casa nella quale si ha il timore di tornare!”

Il dolore del protagonista de La Luna e i falò è originato proprio da questa mancanza originaria: “C’è una ragione perché sono tornato in questo paese, qui e non invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. Qui non ci sono nato, è quasi certo; dove son nato non lo so; non c’è da queste parti una casa né un pezzo di terra né delle ossa ch’io possa dire ‘Ecco cos’ero prima di nascere’”.

Mentre la disponibilità lieta Dorothy affronta i mille incanti del mago di OZ gli deriva dalla consapevolezza che dopotutto: “Nessun posto è bello come casa mia”.

In questo numero di Lucy proveremo allora a interrogarci  significhi oggi casa, su quali sono i desideri con cui la riempiamo, quali le ragioni per cui decidiamo di staccarcene e su quanto di noi rimane nelle nostre in abitazioni in attesa del nostro ritorno.   

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Fare un fuoco

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di Nicola Lagioia

16.01.2026

A cosa serve oggi la critica?

Il Novecento è stato il secolo della critica. Il suo sodalizio con l’arte sembrava inscindibile e il suo ruolo di mediazione tra opera e pubblico era dato per certo. Ma, come hanno notato sul finire del secolo Steiner, Todorov e altri studiosi, si è arrivati a una situazione paradossale: la critica era diventata così importante da mettere in secondo piano le creazioni artistiche da cui essa dipendeva. Il critico è stato una figura autorevole, rispettata e ascoltata. Oggi, che i meccanismi di produzione artistica e di comunicazione sono profondamente mutati, è ancora così? Ci sarà ancora bisogno della critica per come la conosciamo? Come cambierà? Ne parliamo in questa puntata di Fare un fuoco.

Ascolta l’episodio
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Una newsletter che racconta di vite che non sono la nostra: vite straordinarie, bizzarre o comunque interessanti.

Scritta dalla redazione di Lucy,
arriva una domenica sì e una no.

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