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La parola “maschera” è densa di significati, come dimostra la sua etimologia sfaccettata. Forse deriva dalla masca pre-indoeuropea, un volto annerito, uno spettro di fuliggine. In latino tardo, il termine designava le streghe, mentre in Piemonte le masche erano donne dai poteri arcani, tramandati in segreto. In antico tedesco e provenzale, la masca era lo stregone. Poi il significato si è spostato sposta: dalla strega che si cela al fantasma che si mostra per spaventare. Curioso: c’è chi usa la maschera per nascondersi e chi per rivelarsi.
Il lato festoso delle maschere sembra derivare dall’arabo, dove maschara indicava la burla. Così, tra inganno e gioco, la maschera è divenuta simbolo di inquietudine e festa, di trasgressione e verità. L’arte, il teatro, la politica ne fanno uso per svelare ciò che a volto scoperto risulterebbe osceno. E nella vita quotidiana? Quando cambiamo atteggiamento tra lavoro, amicizie e famiglia, indossiamo maschere o stiamo solo mostrando frammenti del nostro volto autentico?
In questo mese del Carnevale, festa erede di riti arcaici, anche da Lucy le maschere sovvertono l’ordine per creare un nuovo equilibrio. È il momento in cui le identità si dissolvono nella collettività, Dioniso danza tra i vivi, e il confine tra reale e fantastico si assottiglia un attimo prima dell’arrivo della primavera, che rigenera il mondo.
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Fare un fuoco
Perché le storie accendono la nostra immaginazione.
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di Nicola Lagioia
14.03.2025
È in arrivo il treno. Come l’invenzione delle ferrovie ha cambiato il nostro immaginario
Fin dal suo primo fischio, a metà dell’Ottocento, il treno ha stravolto le nostre vite, ridisegnando il paesaggio e modificando per sempre i concetti di tempo e spazio. Ma ha anche generato nuovi mondi interiori, divenendo centrale nelle pagine dei più grandi autori della letteratura. Che ne hanno fatto una metafora perfetta della corsa verso l’ignoto, e il miglior correlativo oggettivo per il progresso e l’inquietudine. Da Dickens a Dostoevskij, da Tolstoj a Agatha Christie, in questa puntata di Fare un fuoco, si parla di come abbiamo raccontato i treni, e di come i treni hanno raccontato noi.
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Una newsletter che racconta di vite che non sono la nostra: vite straordinarie, bizzarre o comunque interessanti.
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