L’odio ha bisogno di un corpo
Un archivio dell’odio che si abbate sui corpi di questo tempo assurdo.
Dimmi cosa odi e ti dirò chi sei
Specie se di un odio frivolo e gratuito.
Istruzioni per smettere di odiare il prossimo
Le persone antipatiche restano tali, ma possiamo cambiare il modo in cui le osserviamo.
Viaggio al confine della guerra in Iran
A Van, città turca al confine con Iran, arriva chi scappa dalla guerra o dal regime. C’è chi però è già pronto a tornare.
Il complesso rapporto tra polizia e contestatori può cambiare solo in un modo
Ovvero riformando radicalmente la polizia.
Divise ma unite dall’odio: tutte le anime della destra trumpiana
La destra trumpiana è unita dall’odio per il diverso. Ma al suo interno ci sono anime e posizioni spesso in contrasto tra loro.
Nei gruppi Telegram dove si insegna la violenza sessuale
Sono frequentatissimi e difficili da tracciare, chiudere e regolare.
Perché ci facciamo del male?
Se c’è una cosa che l’essere umano sa fare molto bene è soffrire. Qualche volta a ragione, tante altre sembra quasi che la sofferenza sia una trappola da cui non si riesce a uscire. Come mai siamo così bravi a farci del male?
In anteprima
Nella percezione comune, certo accentuata da internet, l’odio è uno dei sentimenti più pervasivi della contemporaneità.
C’è, in questo, una ragione che era già stata prospettata da Manzoni nel sesto capitolo de I promessi sposi quando il personaggio di Fra Cristoforo – si chiama ancora Lodovico ed è un uomo laico – nota per strada un signore arrogante e d’istinto lo odia senza neppure conoscerlo.
Manzoni, nel commentare quest’odio improvviso, osserva: “giacché è uno de’ vantaggi di questo mondo, quello di poter odiare ed esser odiati, senza conoscersi”.
La rete ha ovviamente accresciuto questo genere di odio e lo ha reso sempre più astratto e individuale. Eppure non tutto l’odio viene per nuocere.
Per molti artisti e scrittori l’odio è stato spesso un propellente per scrivere. Tra i tanti, Baudelaire lo riteneva il nostro “liquore più prezioso”; Balzac persino lo paragonava a un “tonico”; laddove Kraus riteneva che invece l’odio “deve rendere produttivi. Altrimenti è più intelligente amare”.
Questo mese, sulla nostra rivista, proveremo allora ad approfondire le sensazioni che l’odio provoca, le sue derive peggiori, e le sue cause spesso fomentate da terzi. Dove sta andando l’odio? Come possiamo arginarlo o renderlo innocuo? Ed è poi davvero possibile sublimarlo per via artistica?
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Una newsletter che racconta di vite che non sono la nostra: vite straordinarie, bizzarre o comunque interessanti.
Scritta dalla redazione di Lucy,
arriva una domenica sì e una no.
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