Da una parola
Per certe promesse, a volte, bisogna avere pazienza.
Come Bologna è diventata il laboratorio delle politiche securitarie del governo Meloni
La morte di Abderrahim Fakir è l’ultimo tassello di una storia complessa.
Promesse o illusioni?
Una selezione di dieci immagini raffiguranti promesse mantenute o disattese, perché a volte non servono a dire la verità sul futuro, ma a rendere sopportabile il presente.
In amore facciamo promesse che sappiamo di non poter mantenere: perché?
Nelle relazioni, ci si giura fedeltà eterna, esclusività del desiderio, un amore che duri per sempre: promesse la che sappiamo fragili fin dal momento in cui le pronunciamo. Da Wong Kar-wai a J.L. Austin, da Adam Phillips a Alain Badiou, la storia della promessa d’amore è anche la storia di un paradosso che continuiamo ad accettare. Forse perché promettere non serve solo a legarci all’altro, ma anche a costruire l’identità che vorremmo avere – più solida, più affidabile, più capace di amare.
“Striscia la notizia” ha anticipato il futuro, nel bene e soprattutto nel male
Con la chiusura di “Striscia la notizia”, bilancio di un programma tv molto influente e popolare, capace di anticipare molti dei fenomeni populisti di oggi.
“L’Odissea” di Nolan racconta una civiltà in crisi. La nostra
Bellicista e pacifista, machista e femminista, inclusivo e discriminatorio, il film di Nolan vuole forse essere troppe cose, ma rimane un film per molti aspetti convincente.
Il ritorno di Labranca
Tommaso Labranca è oggi molto citato e poco letto. Finalmente arriva una antologia di opere scelte per comprenderne l’originalità.
Il paradosso della partecipazione: perché avere più strumenti ci fa sentire esclusi
Non abbiamo mai avuto così tanti strumenti per partecipare a scelte che riguardano il lavoro, l’ambiente, la sanità, il futuro delle nostre città, e mai come oggi ci siamo sentiti così esclusi dalle decisioni che contano. Per quale ragione?
In anteprima
Ci astraiamo dalla realtà quando siamo profondamente dominati da un pensiero tanto da annullare ogni cosa che ci circonda.
Succedeva ai grandi maestri dell’astrattismo, per cui il processo stesso con cui si arrivava a un’opera era veicolo di una necessità interiore, ma succede anche a noi quando siamo così presi da una lettura che non sentiamo più la musica da bar e i rumori della macchina del caffè, quando ascoltando il nostro album preferito moduliamo il nostro umore, quando davanti a un problema proviamo a capire come arrivare alla soluzione.
Ma anche quando viaggiamo e per qualche giorno, settimana o mese proviamo a immaginarci come sarebbe la nostra vita se la realtà di ogni giorno non esistesse. E allo stesso modo il tradire, sia in amicizia che in amore, è astrazione, una fuga dal tessuto di relazioni in cui siamo immersi o invischiati.
Nell’immobilità della stagione estiva, quando le città si svuotano e i ritmi si interrompono, farsi scivolare addosso la quotidianità diventa una necessità biologica.
Ad agosto su Lucy proveremo a esplorare le vie di fuga che inventiamo per sopravvivere alla realtà, nuovi luoghi, oggetti e modi di essere per capire se astraendoci dalla realtà riusciremo a trovarci altrove. Vi aspettiamo.
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Prima di diventare uno dei più celebrati cantautori del secondo Novecento, Leonard Cohen era un giovane aspirante poeta desideroso di sperimentare con l’arte, con l’amore e con nuove forme di comunità. A Idra, isola greca che a partire dagli anni Cinquanta diventa meta favorita di hippy e artisti spiantati, Cohen conosce una ragazza bellissima, sensibile e tormentata: il suo nome è Marianne Ihlen. I due si innamorano l’uno dell’altra all’istante. Oggi la loro storia d’amore rimane eternata nelle canzoni e nel ricordo di chi l’ha vissuta, e la raccontiamo in questa puntata di Fare un fuoco.
Una newsletter che racconta di vite che non sono la nostra: vite straordinarie, bizzarre o comunque interessanti.
Scritta dalla redazione di Lucy,
arriva una domenica sì e una no.
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