Perché i giovani (maschi) sono reazionari?
E soprattutto, c’è davvero da stupirsene?
Ivano Ferrari, poeta clandestino
Poeta tra i più originali della sua generazione, Ivano Ferrari non ha mai ottenuto in vita un vasto riconoscimento di pubblico. La recente uscita di una sua antologia di poesie postuma per Crocetti è l’occasione per conoscerlo meglio.
Rivisti oggi, i machi degli anni Ottanta fanno sorridere (e incazzare)
I sex symbol del passato erano uomini tossici, maschilisti, predatori. Oggi forse qualcosa è cambiato.
Pedro Sánchez è l’ultimo leader della sinistra europea
Dato più volte per finito, il premier spagnolo è molto bravo a rimontare. E oggi sembra uno dei pochi argini al trumpismo globale.
Perché gli italiani non capiscono niente di finanza?
Secondo l’OCSE siamo ultimi in Europa per alfabetizzazione finanziaria. Risparmiamo molto, investiamo poco e parliamo ancora meno di soldi. Ma ignorare la finanza ci rende più fragili e più poveri.
“La mattina scrivo” e l’incapacità di fare un discorso collettivo sul lavoro culturale
In “La mattina scrivo” Franck Courtès racconta il proprio doloroso fallimento nel tentativo di vivere di sola scrittura. A colpire però nella vicenda, divenuta anche un film di Valerie Donzelli da poco in sala, è la nostra incapacità di ripensare il lavoro culturale come un questione collettiva e non, invece, come un destino individuale.
ll futuro dell’arte sono le mostre immersive? Speriamo di no
Le mostre immersive promettono molto, però mantengono poco. Al punto che forse non andrebbero nemmeno chiamate “mostre”.
“Nouvelle Vague” è un bell’omaggio a Godard. Ma non è molto più di questo
Il film, che racconta le riprese di “Fino all’ultimo respiro”, è tanto carino e pieno di amore, quanto in fondo impalpabile.
In anteprima
“Il denaro è la cosa più volgare e odiosa che ci sia perché può tutto, perfino conferire il talento. E avrà questo potere fino alla fine del mondo”.
È una frase di Dostoevskij, e da quando è stata scritta, più di centocinquant’anni fa, le cose non sono cambiate. Sin dall’antichità l’uomo ha compreso i rischi annessi al denaro e al potere che ne deriva, eppure nel corso della storia non ha potuto evitare di provare una insaziabile cupidigia.
Come molte narrazioni contemporanee testimoniano, se possibile, l’ossessione umana per i soldi è nel tempo cresciuta. D’altronde lo testimoniano le trame dei film che ci piacciono o i testi della musica che ascoltiamo.
Ma perché queste storie ci affascinano così tanto? Come mai per i ricchi a volte parteggiamo, invidiandoli, proiettando su di loro le nostre fantasie, mentre il più delle volte li deridiamo, li critichiamo, o intravediamo in loro uno dei più grandi problemi della nostra società? Forse perché i soldi sono potere. Chi ne ha e chi li controlla acquisisce forza economica, influenza politica, status sociale. E, simmetricamente, controlla chi ne detiene di meno.
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Una newsletter che racconta di vite che non sono la nostra: vite straordinarie, bizzarre o comunque interessanti.
Scritta dalla redazione di Lucy,
arriva una domenica sì e una no.
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