Barbie - Film - Lucy
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Barbie – Film
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Letto, visto, ascoltato

Matteo Grilli

Barbie – Film

"Barbie" di Greta Gerwig è un film profondo, assurdo e pieno di terrore esistenziale.

22 Luglio 2023

Barbie non è solo un film su una bambola – anche perché Barbie non è solo una bambola – ma un’opera che ci chiede cosa significhi essere umani, filtrando quella domanda attraverso le esperienze di una bambola che vive in un luogo fantastico e idealizzato, dove le donne sono irrealisticamente belle e possono essere qualsiasi cosa. E ci chiede cosa significhi essere donna, facendo esplodere quell’ideale mentre trasporta il suo personaggio principale nella nostra realtà, dove scopre che ciò che pensava di rappresentare non sembra significare molto in un mondo impantanato nel patriarcato.

Questo è un film davvero strano, pieno di terrore esistenziale. E quando abbraccia la totale assurdità è quasi per ridere dell’insensatezza di tutto, insinuando che il nostro mondo aderisce a dei meccanismi spietati che sembrano servire solo a causarci un’enorme, incessante, sofferenza. A volte, Greta Gerwig e Noah Baumbach (co-sceneggiatore con Gerwig) sembrano riconoscere che l’esistenza stessa di questo film è intrinsecamente assurda, come assurdo sembra essere il capitalismo che ha permesso la produzione di un film intrinsecamente anti-capitalista.

E questa poteva diventare un’ottima scusa per fare del nichilismo becero, ma c’è una premura in Barbie che tiene sotto controllo ogni deriva pessimista. Questa è, in fondo, una storia profondamente umana; su cosa significhi essere “reali”, su cosa significhi essere una persona. E l’iconica bambola è un veicolo per esplorare l’incrollabile persistenza della speranza di poter cambiare, nonostante tutto. Tutto questo attraverso una farsa folle, e a tratti spietata, trainata da Margot Robbie e Ryan Gosling (lui un prodigio comico, perfetto nella parte del pupazzo).

Barbie è un “product placement” che si ribella a se stesso, che cerca di spezzare le catene del mercato prendendolo per il culo. Nonostante alcune metafore grossolane e un rapporto madre/figlia abbastanza stereotipato, Greta Gerwig ci consegna il vero film esistenzialista, alla faccia di Nolan – non ho visto Oppenheimer, ma secondo me ne esce sconfitto, sicuramente non c’è un personaggio come Ken.

Matteo Grilli

Matteo Grilli è social media manager di Lucy e scrittore. Il suo ultimo romanzo è Crocevia di punti morti. Quattro anime nel Pozzo (effequ, 2020).

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