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Beau ha paura
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Matteo Grilli

Beau ha paura

Spacciato misteriosamente come film comico, l'ultimo lavoro di Ari Aster è un viaggio folle, terrificante e sfacciatamente inutile nelle viscere delle sue ossessioni.

29 Aprile 2023

Adoro quando i film sono un sequestro di persona. Ari Aster torna al cinema dopo i magnifici horror “Hereditary” e “Midsommar” con 179 minuti che ti catturano, ti intrappolano, ti portano dove non vorresti mai andare e da cui poi, in piena Sindrome di Stoccolma, quasi non vorresti uscire.

Se avevate dei dubbi, non preoccupatevi: la nuova produzione della A24, spacciata come film “comico”, si compone in realtà di tre ore da incubo. La discesa di Beau nel proprio inconscio edipico e terrificante, interpretata da un prodigioso Joaquin Phoenix, si dipana lungo il corso di uno di quei film che potenzialmente possono distruggere la carriera di un regista tanto è ombelicale e personale e sguaiato e assurdo il viaggio che intraprende Beau per sconfiggere le sue paure.

Tutti i cliché rimasticati sul cosiddetto “viaggio dell’eroe” vengono dissezionati e presentati nei loro aspetti grotteschi e paradossali: più ci caliamo nella psiche del protagonista, più riconosciamo l’inutilità dell’epica costruita attorno a un uomo spezzato che va in cerca di sua madre per compiere un rito di passaggio impossibile. 

Nonostante il film sembri, in certi momenti, il parto di un cinefilo nerd che deve consegnare un saggio dal titolo “Cinema e trauma” entro mezzanotte (sono le 23:35 e non è nemmeno a metà), è proprio in questa urgenza e libertà che brilla Aster come autore.

“Beau ha paura” è un film genuinamente strambo, creativo, senza compromessi, mai noioso e, soprattutto, coraggioso. In alcuni momenti ci si ritrova a empatizzare con questo poveraccio e le sue nevrosi, sublimate in soluzioni visive strabilianti, in altri ci si domanda  se tutto ciò abbia davvero senso, o se non si tratti di un tentativo di fuga dalla realtà che porta a incarnarsi in un corpo e in un modo “altro” rispetto a quelli dentro cui si abita. Chissà se è inutile, chissà se è salvifico. Non so rispondere, ma lo consiglio.

E se volete sapere di cosa parla davvero il film, guardatevi “Ari Aster’s Closet Picks” su YouTube. Precisamente, minuto 0:50.

Matteo Grilli

Matteo Grilli è social media manager di Lucy e scrittore. Il suo ultimo romanzo è Muori Romantica (effequ, 2023).

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