Mia anima carnale - Lucy

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Emiliano Ceresi

Mia anima carnale

Le lettere di Giorgio Manganelli a Ebe Flamini rivelano il lato focoso e sensuale di uno dei più grandi sperimentatori della letteratura italiana.

25 Febbraio 2023

Al termine di un centenario da cui lo scrittore s’era già schermito in vita (“punto ai millenari”), arriva in libreria Mia anima carnale (Sellerio, 2023), la raccolta di lettere – a cura di Salvatore Silvano Nigro – che Manganelli spedì a Ebe Flamini, la donna che frequentò tra gli anni ’60 e ’70.

L’esile silhouette di questo libro si addice a un intellettuale che alle epistole preferiva le telefonate: “purché la linea non cada, non subentri un segnale di occupato […] non intervenga una voce metallizzata a dire che l’abbonamento ha cambiato numero… Così, suppongo, è finito l’Impero Romano”.

Se nelle precedenti missive familiari a sorprendere era soprattutto “il bamboleggiare stucchevole” del giovane ventitreenne con la moglie (“penso tanto a una piccolina, bellina come la stellina”), qui è l’estro del gourmand maturo, altrove così “severo auto-censore”. Flamini è per Manganelli “uno di quei frutti deliziosi, voluttuosi, mielati, goccianti zuccheri interiori”, la paragona a una nespola, un ananasso, una cotogna – con una golosità che ne contamina i sogni. Come quando vagheggia di regalarle una collana “non fatta di perle, ma di spicchi di pomodori” – immagine che ci ha riportati all’anello di calamaro fritto che Marcello Mastroianni mette al dito di Monica Vitti nel Dramma della gelosia. In questi scambi l’immaginario domestico lambisce quello erotico (“ti scaldo nel sacco a pelo della golosa memoria”; “fragile e regale nella tua vestaglia a quadri rossi e bianchi”) e fa da fondale a desideri inopinati (“ad esempio potresti, all’ora del tè, mordicchiare la poltrona su cui mi sono seduto”).

Ma a stupire è soprattutto il modo in cui la temperatura stilistica procede in parallelo con la combustione sentimentale – per poi spegnersi in poche braci. Il rapporto nasce all’insegna di un lei cerimonioso e d’un certo “distacco archeologico” di cui Manganelli pure si lamenta; ma da un colloquio galante si passa presto alla passione (“vorrei che tu, chiudendola, ti trovassi i segni dell’ustione”), che l’autore coglie con una pirotecnia verbale che non deluderà i cultori (pregevole il concerto che immagina per lei sola “nell’aula grandissima”).

Nell’ultima lettera, ormai tiepida, inviata da Manila, lui la ringrazia per la sua pagina “distensiva e amica.”

Mia anima carnale - Giorgio Manganelli, Ebe Flamini e Augusto Frassineti. Si ringrazia Lietta Manganelli.

Giorgio Manganelli, Ebe Flamini e Augusto Frassineti. Si ringrazia Lietta Manganelli.

Emiliano Ceresi

Emiliano Ceresi è ricercatore universitario, editor e autore di Lucy.

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