Super Mario Bros. - Il film - Lucy
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Super Mario Bros. – Il film
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Letto, visto, ascoltato

Matteo Grilli

Super Mario Bros. – Il film

Può un film essere assieme carino e fastidioso? Sì, se è l'ultimo adattamento cinematografico della saga di Super Mario Bros.

22 Aprile 2023

Il 10 aprile, forse l’unica pasquetta assolata dal 1959, ho scelto le tenebre e sono andato a vedere Super Mario Bros., il recente adattamento cinematografico del fenomeno che da decenni rivoluziona il mercato videoludico con titoli strabilianti e innovativi.

Da appassionato ovviamente non mi aspettavo niente da questo film. Proprio zero. Parliamo di un idraulico che mangia i funghi, deve salvare una principessa, colleziona stelle, e salta su delle piattaforme.

Poi sì, se dovessimo parlare del gameplay della saga di Super Mario non basterebbe un saggio. Invece dobbiamo parlare del film, riassumibile in: carino, inutile, fastidioso, visivamente impressionante.

È prodotto dalla Illumination, che da anni trita milioni e altre cose che non posso dire con la saga dei Minions, Cattivissimo Me, insomma quella roba lì. 

Uno studio d’animazione perfetto per rendere l’universo di Super Mario coloratissimo, fluido, dinamico e bellissimo da guardare. Pienissimo di easter eggs come la pista Rainbow Road di Mario Kart, e anche delle chicche nostalgiche come Take On Me degli A-Ha sparata lì per un momento ‘80s. E questo era il “carino”.

Poi arriva il “fastidioso”: un tentativo di rendere la principessa Peach un personaggio “forte”, ignorando che lei è da Super Smash Bros che tira legnate in faccia a Mario e Bowser; una riscrittura pacchiana del background di Mario come giovane lavoratore figlio di immigrati e cittadino di Brooklyn, a metà tra i Beastie Boys e Spike Lee. Ah, e le gag tipo: a Mario non piacciono i funghi e va in un mondo con creature a forma di fungo. 

E SEMBRANO TUTTE DEI MALEDETTI MINIONS.

Insomma, la Illumination continua a spacciare mediocrità e umorismo d’accatto, trattando i bambini come scemi e ammiccando agli adulti fino allo sfinimento. 

A fine visione, vedendo i piccoli che saltano sulle poltrone, non ho nessun moto di tenerezza: anzi, ho voglia di rivedere il PRIMO film di Super Mario, quello del 1993 con Dennis Hopper che pare un horror lisergico. Faceva schifo, ma almeno come spettatore ti prendeva sul serio.

Matteo Grilli

Matteo Grilli è social media manager di Lucy e scrittore. Il suo ultimo romanzo è Crocevia di punti morti. Quattro anime nel Pozzo (effequ, 2020).

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