Tag: letteratura
A Viareggio il carnevale dura tutto l’anno
E non solo nel mese in cui sfilano i carri. Lo sa bene chi ha un figlio piccolo che, pur vivendo a Roma, non pensa ad altro.
Perché non riusciamo a guarire dalla guerra?
Sebbene il progresso tecnologico abbia da tempo eliminato la violenza dalle nostre vite, c'è un retaggio che sopravvive nella nostra specie e che ci impedisce di smettere di reiterarla. La letteratura, però, può aiutarci a fare i conti con questa assurda eredità.
“È senza dubbio cancro”: convivere con l’ipocondria
Figura assieme ridicola e drammatica, l’ipocondriaco vive di contraddizioni insanabili. È in perenne ascolto del proprio corpo ma ne fraintende i segnali, dubita della medicina eppure è costretto ad affidarvisi. Il timore, a volte, è che la vita lo spaventi più della morte.
Istanbul, bella e incomprensibile
La più nota città turca, affine a certe città occidentali benché diversissima, può indurre una sinistra forma di straniamento.
Salvare il desiderio. Intervista a Domenico Starnone
Gli esordi, lo Strega, la politica. E l’odio per la fine. Una lunga chiacchierata con uno dei più importanti autori italiani.
Preti impegnati: padre Turoldo e padre De Piaz
Due figure originali e impegnate del cattolicesimo italiano.
Fare i conti col colonialismo (e con le sue immagini). Intervista a Maaza Mengiste
I libri di Maaza Mengiste riescono a ripercorrere il passato coloniale etiope da una prospettiva inedita.
“Cosa vuol dire il nome fratello”: vita e lascito di Guido Pasolini
Nella ricorrenza dei cinquant’anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini, molto si parlerà del brutale assassinio di cui fu vittima. Non tutti sanno, forse, che la stessa sorte toccò al fratello Guido, vittima del più grave eccidio interno alla Resistenza.
Piergiorgio Bellocchio, nemico dei salotti e del conformismo
Intellettuale, critico, polemista, fondatore di riviste: Piergiorgio Bellocchio è stato tante cose.
“Verso una specie di solitudine scandinava”: gli ultimi anni di Ennio Flaiano
E il suo amore per Canada, un Paese che, per le sue “ombre bianche”, riteneva particolarmente adatto all’isolamento.