Sarebbe un errore sottovalutare Vannacci, anche quando promette sciocchezze – ad esempio, sanzionare chi “oltraggia i defunti” con l’espressione “li mortacci tua”. C’è infatti una parte non trascurabile della popolazione italiana che, tra cattivi pensieri, sentimenti feroci, revanchismi e xenofobia, può trovare la rappresentanza politica che cercava in un partito che non si vergogna di nulla. E che vuole utilizzare la democrazia per distruggerla dall’interno.
Tra le prospettive strategiche di Futuro Nazionale, il partito fondato dal generale Roberto Vannacci, spicca un bersaglio davvero grosso – enorme – che ha a che vedere con l’igiene del linguaggio. In una delle ultime pagine della corposa Base ideologica e programmatica, diffusa alla fine dell’agosto scorso, si trova il fermo impegno a esigere “la puntuale applicazione” dell’articolo 724 del Codice penale, ora illecito amministrativo, a tutela dei defunti. Sì, proprio così.
Dunque, “chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità [o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato] è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309. La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti”.
Attenzione: contro i defunti. Così il generale ha gettato la maschera. La sua battaglia politica ha individuato un avversario particolarmente insidioso: ovvero tutti quei cittadini di Roma e dintorni che tutt’ora amano inframezzare il proprio discorso con la simpatica espressione “li mortacci tua”. Si tratta di una formula, resa innocua dal tempo e dalla secolarizzazione dei costumi, ormai ridotta a inoffensiva interiezione che intende esprimere, di volta in volta, collera controllata e sarcasmo vitalistico, simulazione di minaccia e rimprovero malaugurante. Sciocchezze, insomma. Eppure anche la compulsione sanzionatoria nei confronti di un così innocente sfregio verbale ha una sua logica. E rientra perfettamente nella visione del mondo vannacciana. Ma come definire tale visione e l’ideologia che produce?
Dico subito che considero il vannaccismo una forma del neo-fascismo contemporaneo. Facciamo un passo indietro. Nei confronti di questo fenomeno politico-culturale, ormai diffuso, si registrano due atteggiamenti prevalenti. Il primo è quello in cui domina il sarcasmo, il motto satirico, l’irriverenza comica. Legittimo e, a mio avviso, opportuno, ma drammaticamente non all’altezza. Il secondo atteggiamento è quello che possiamo definire apocalittico: Futuro Nazionale assimilato al Partito Nazionale Fascista delle origini e il suo leader a un potenziale dittatore.
Entrambi questi approcci, se diventassero la modalità principale di affrontare la questione, sarebbero errati. Il vannaccismo è qualcosa di serio, di terribilmente serio. Ed è, dopo il superamento pur superficiale e parziale dell’ideologia propria del Movimento Sociale Italiano di Giorgio Almirante, la prima traduzione politico-istituzionale di ciò che può considerarsi il fascismo contemporaneo all’interno delle democrazie rappresentative. Per ricorrere a una formula inventata da Casapound, è “il fascismo del terzo millennio”: l’epoca nella quale sembrano consumarsi, e molti operano perché così sia, il sistema politico fondato sulla democrazia e i suoi valori fondamentali. Di conseguenza, i diversi programmi degli attuali fascismi in Occidente non prevedono l’abolizione dei partiti, dei sindacati e della democrazia parlamentare, l’annientamento degli oppositori politici, provvedimenti normativi di discriminazione etnica o religiosa, il soffocamento della libertà di stampa e di opinione e gli altri corollari che le dittature tra le due guerre hanno realizzato. D’altra parte, nemmeno si può dire che l’attuale fascismo rinunci all’intero apparato iconografico e linguistico del totalitarismo classico: basti considerare come la struttura della comunicazione e lo stesso vocabolario del discorso pubblico di questa estrema destra – come Futuro Nazionale – ricorra a un repertorio profondamente denotativo: dall’uso del termine “camerata” alla rivendicazione dell’operato della X Mas, da una concezione tutta gerarchica dei rapporti tra le classi, i gruppi e gli individui, fino all’affermazione di valori propri di una costellazione regressiva e pienamente reazionaria dell’ordine sociale. È illuminante, in proposito, il programma reso pubblico nelle scorse settimane. Nel testo si trovano remigrazione e blocco dei ricongiungimenti familiari per gli stranieri regolarmente presenti in Italia; assimilazione obbligatoria e revoca del permesso di soggiorno “per chi rifiuta di rispettare la nostra civiltà e le nostre leggi”; “ripristino del corretto significato della cittadinanza come effettiva appartenenza ad una civiltà, ad una storia e ad un popolo”; “educazione militare a scuola”; adesione alla ideologia “pro-vita” e totale ostilità a qualsiasi forma di riconoscimento dell’autodeterminazione individuale in materia di morte volontaria medicalmente assistita e di Testamento biologico; “divieto alla diffusione di programmi, scene tv, spot pubblicitari ecc. di contenuto genderista/omosessualista nel caso in cui a questi contenuti, per i mezzi, gli orari o altre circostanze, possano essere esposti i bambini”. Ma questo elenco descrive solo una piccola parte del vastissimo accumulo di scorie che rappresentano il, si fa per dire, “patrimonio valoriale del vannaccismo”. Vi si trova il patriarcato mediterraneo, il sovranismo che più sciovinista non si può, un’idea statolatrica del sistema istituzionale che tende irresistibilmente all’autoritarismo e all’autocrazia, il controllo centralizzato dei mezzi di espressione e comunicazione, la subordinazione alla gerarchia piramidale del capo, la dipendenza delle forme della rappresentanza dal potere esecutivo… Ecco altrettanti tratti del fascismo contemporaneo, con quel tocco ignobile e sordido rappresentato dall’istituzione di classi separate per alunni con disabilità.
Il che distingue tale visione da quella di partiti come Fratelli d’Italia e Lega che, seppure contraddittoriamente, hanno acquisito alcuni elementi, per quanto fragili, di cultura liberale. Qui nulla di tutto ciò. Al punto che la categoria più precisa e puntuale per qualificare l’ideologia vannacciana è quella di restaurazione, che – a differenza di quella di conservazione – presuppone una forzatura, una pressione, una restrizione. Tutte dinamiche che indicano un’azione capace di produrre un irrigidimento e una omologazione sia nelle relazioni sociali che nell’esercizio della decisione e del comando sia, infine, nei processi di formazione dell’opinione pubblica. Tutto ciò, evidentemente, già covava nelle aspettative di un segmento della società italiana decisamente minoritario, eppure non trascurabile, ma faticava a trovare spazio pubblico adeguato e adeguata rappresentanza politica. Un conglomerato di umori e rancori, di revanchismo e ribellismo, di xenofobia e razzismo su uno sfondo globale che propone una piena sudditanza nei confronti della Federazione Russa e di Vladimir Putin. È quanto finora si è indirizzato verso Fratelli d’Italia e Lega, ma senza trovarvi piena soddisfazione e venendone in qualche modo contenuto e mediato. O che si è rivolto a formazioni come Casapound e Forza Nuova dall’irrisoria rappresentatività elettorale. Ora quell’insieme di cattivi pensieri e feroci sentimenti può trovare sfogo e spazio in un partito che non si vergogna di nulla. E che si pone come espressione della “feccia”. Come provvisoria conclusione di quanto fin qui scritto, abbozzo uno schema in tre scansioni:
1. Il fascismo contemporaneo occidentale vive e si sviluppa dentro la democrazia rappresentativa.
2. Questo fascismo non è in grado di rovesciare e nemmeno di sospendere il funzionamento del sistema democratico, ma è certamente capace di limitarlo, condizionarlo, comprometterlo.
3. Il fascismo contemporaneo occidentale è fascismo, in quanto considera il sistema democratico uno strumento utile, se accortamente utilizzato, a porre fine al sistema democratico stesso.
Almeno bisogna esserne consapevoli.