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La redazione di Lucy

A Roma torna MULTI, il festival per unire culture e cucine diverse

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Anche quest’anno torna MULTI, il festival pensato da Lucy e Slow Food Roma che, dal 24 al 27 settembre, a Piazza Vittorio organizzerà incontri, seminari, spettacoli, lezioni, degustazioni, concerti, coinvolgendo comunità da tutto il mondo trasferite a Roma.

Ci sono cose complicate che da lontano ci sembrano più semplici. Una guerra può ridursi a un mare di notizie, titoli e mappe; un viaggio può essere un elenco di luoghi da vedere, una città una somma di edifici e proprietà; perfino le persone si adattano bene alle categorie dentro cui decidiamo di sistemarle. E il dolore degli altri, se osservato a sufficiente distanza, rischia di trasformarsi in qualcosa che crediamo di avere già capito.

Da quattro anni MULTI tenta dunque di fare il movimento opposto: avvicinarsi.

Dal 24 al 27 settembre torniamo nei Giardini di Piazza Vittorio con la quarta edizione del festival che organizziamo insieme a Slow Food Roma e al Polo Civico Esquilino Poleis. Quattro giorni di incontri, letture, concerti, laboratori, danze e cucine provenienti da moltissime parti del mondo, in un luogo in cui la convivenza tra culture diverse, per qualche luminoso giorno, diventa una pratica quotidiana. Il programma di quest’anno conta più di ottanta appuntamenti e cinquanta piatti comunitari.

E Piazza Vittorio continua a sembrarci il posto giusto dove ritrovarci. MULTI nasce in uno dei quartieri più multiculturali di Roma, un multiculturalismo vero, in cui persone, lingue, storie, conflitti e tradizioni entrano realmente in contatto, senza che vi sia nessun tentativo o desiderio di annullare queste le differenze o edulcorarle. Quest’anno molti degli incontri curati da Lucy partono proprio da qui.

Il primo, Da vicino: come raccontare la guerra oggi?, prende questa idea quasi alla lettera. Paolo Giordano, Annalisa Camilli e Cecilia Sala, moderati dal direttore Nicola Lagioia, proveranno a ragionare su che cosa significhi raccontare i conflitti dopo essere stati nei luoghi in cui avvengono, incontrando chi li subisce e chi li combatte. In anni in cui siamo sottoposti a un flusso continuo di immagini di guerra, la vicinanza non garantisce automaticamente la comprensione: può anzi produrre assuefazione, semplificazione, schieramenti automatici. La domanda diventa allora come guardare abbastanza a lungo da continuare a vedere esseri umani là dove il linguaggio pubblico tende a mostrarci soltanto fronti contrapposti.

Il tema della distanza ritorna, in una forma completamente diversa, anche in Fenomenologia del ritorno, dove Irene Graziosi dialogherà con la giornalista Valentina Pigmei a partire dal suo Vero viaggio è il ritorno. Siamo abituati a pensare al viaggio dal punto di vista della partenza, della scoperta e del desiderio. Molto meno a chiederci che cosa lasciamo nei luoghi che attraversiamo, che cosa consumiamo mentre viaggiamo e soprattutto chi siamo diventati quando torniamo. Parlare del ritorno significa anche provare a immaginare un modo di muoversi che non trasformi ogni luogo in un prodotto da consumare.

Ci sono poi storie in cui avvicinarsi significa innanzitutto sottrarre una persona alla definizione che le è stata assegnata. È il caso di Ragazzo, uomo, innocente. La nuova vita di Alaa Faraj. Faraj è arrivato in Italia giovanissimo dalla Libia ed è rimasto in carcere per dieci anni dopo essere stato accusato di essere lo scafista di un’imbarcazione sulla quale erano morte quarantanove persone. Nel maggio di quest’anno è uscito di prigione. A MULTI sarà insieme ad Alessandra Sciurba, che ha lottato per la sua liberazione e con cui ha scritto Perché ero ragazzo

Anche una città può essere raccontata da lontano, attraverso il prezzo al metro quadro, le classifiche dei quartieri, i grandi progetti urbanistici, i flussi turistici. Ma si può cominciare anche da chi la abita. L’apertura di MULTI quest’anno sarà seguita da un incontro dedicato a Spin Time e al diritto all’abitare presentato da Tiziana Biolghini (consigliera delegata Città Metropolitana); con la moderazione di Barbara Bonomi (presidente Poleis) e Margherita Gentile (presidente Associazione Genitori Di Donato); e intrerventi di Paolo Perrini (presidente Spintime); Mario Martone (regista); Nicola Lagioia (scrittore e direttore di Lucy); Anne Morelli (storica, professoressa onoraria Università Libera di Bruxelles); Franco Lorenzoni (maestro e saggista).

La domanda da cui parte a una prima occhiata può sembrare ingenua: di chi è la città? Di chi la possiede, di chi la amministra o anche di chi ogni giorno la attraversa, la cura e costruisce al suo interno relazioni? È una domanda particolarmente adatta a un festival che da quattro anni occupa temporaneamente una piazza per trasformarla in uno spazio di conversazione, incontro e festa.

Ma non esiste soltanto una dimensione pubblica della prossimità. Ci sono esperienze che riguardano ciascuno di noi e che diventano collettive proprio nel momento in cui troviamo le parole per condividerle. Come il dolore (e le relazioni) ci trasformano metterà in dialogo Concita De Gregorio e Vittorio Lingiardi, moderati da Nicola H Cosentino, a partire dai loro libri La cura e Farsi male. Sarà un incontro sulla fragilità, sulla cura e su quella strana capacità che hanno le relazioni di ferirci e insieme di renderci persone diverse da quelle che eravamo prima di attraversarle.

Avvicinarsi all’altro è anche uno dei gesti fondamentali dell’arte. Domenica Irene Graziosi ne parlerà con l’attrice Pilar Fogliati in Diventare un’altra: la recitazione come comprensione dell’altro. Recitare significa per qualche tempo rinunciare all’illusione che il nostro modo di stare al mondo sia l’unico possibile. Non significa davvero diventare qualcun altro – impresa impossibile –, ma fare il tentativo, necessariamente imperfetto, di abitarne la voce, il corpo, gli accenti e i desideri. Forse è anche una buona definizione di ciò che chiediamo alla cultura quando funziona: non identificarci soltanto con ciò che già conosciamo, ma renderci momentaneamente disponibili a qualcosa che non siamo noi.

Lo stesso vale per la letteratura. Nell’incontro Cosa può insegnare la letteratura alla scuola?, Christian Raimo (insegnante e saggista) e Giulia Addazi (insegnante ed esperta di scuola) partiranno appunto dall’antologia Racconti di scuola per interrogarsi su un rapporto spesso dato per scontato: non soltanto che cosa la scuola debba insegnare della letteratura, ma che cosa chi insegna possa imparare dai racconti che hanno saputo osservare la scuola, le sue gerarchie, i suoi desideri e i suoi fallimenti.

E ci interrogheremo infine su che cosa accade quando la possibilità stessa di stare insieme nello spazio pubblico diventa più difficile. A venticinque anni dal G8 di Genova, la giornalista Annalisa Camilli, che alla vicenda ha dedicato il podcast “Limoni”, dialogherà con Lorenzo Gramatica sul ritorno dei movimenti di massa e sulle leggi che negli ultimi anni hanno ristretto gli spazi del dissenso e della protesta. Le mobilitazioni per Gaza hanno mostrato che le piazze possono ancora incidere sul dibattito pubblico; nello stesso momento, manifestare è diventato in molti paesi più difficile e più rischioso. Anche qui la questione riguarda, in fondo, la possibilità di costruire uno spazio comune.

Sono incontri diversi tra loro, e ci piace che lo siano. MULTI nasce dalla convinzione che per comprendere il mondo servano più linguaggi, più esperienze e più punti di osservazione.

E poi, naturalmente, nei quattro giorni del festival ci sarà tutto il resto: cucine, concerti, balli, incontri e le comunità che rendono Piazza Vittorio uno dei luoghi in cui Roma mostra con maggiore evidenza quanto ogni identità sia già il risultato di molti incontri.

Quattro anni fa speravamo che MULTI potesse diventare un riferimento culturale per la città. Oggi siamo soprattutto felici che sia diventato un posto in cui tornare.

Per sederci su un prato, ascoltare una storia, discutere, mangiare qualcosa di nuovo. E provare, almeno per qualche ora, a ridurre un po’ la distanza che ci separa dagli altri.

Segui tutti gli eventi di Lucy:

Giovedì 24, Palco Centrale, ore 21.00

Da vicino: come raccontare la guerra oggi?

Con Paolo Giordano, Annalisa Camilli e Cecilia Sala. Modera Nicola Lagioia

Venerdì 25, Palco Centrale, ore 19.00 

Fenomenologia del ritorno 

Valentina Pigmei presenta “Vero viaggio è il ritorno” (Laterza)

Dialogo tra Valentina Pigmei e Irene Graziosi

Venerdì 25, Porta Magica, ore 20.00 

Cosa può insegnare la letteratura alla scuola? 

Dialogo tra Christian Raimo e Giulia Addazi

Venerdì 25, Palco Centrale, ore 21.00 

Ragazzo, uomo, innocente. La nuova vita di Alaa Faraj

Alaa Faraj presenta “Perché ero ragazzo” (Sellerio Editore) 

Con Alaa Faraj e Alessandra Sciurba. Modera Valentina Pigmei

Sabato 26, Palco Centrale, ore 21.00 

Come il dolore (e le relazioni) ci trasformano 

Dialogo tra Vittorio Lingiardi e Concita De Gregorio 

Modera Nicola H. Cosentino

Domenica 27, Palco Centrale, ore 13.00 

Diventare un’altra: la recitazione come comprensione dell’altro 

Dialogo tra Pilar Fogliati e Irene Graziosi

Domenica 27, Palco Centrale, ore 18.00 

Come sono cambiati i movimenti di massa e cosa producono le leggi che criminalizzano il dissenso

Annalisa Camilli presenta “Divieto di protestare” (Einaudi) 

Dialogo tra Annalisa Camilli e Lorenzo Gramatica

Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Per informazioni, viabilità e per il programma completo vai al sito www.multiroma.it

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