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Ne “La zona di interesse” la Shoah è un rumore insopportabile
L’Olocausto è l’evento che più di ogni altro ha denunciato i limiti del linguaggio. L’ultimo film di Jonathan Glazer prova una nuova via per raccontarlo: non mostra la vita dentro al campo di sterminio di Auschwitz ma quella placida e ordinaria del comandante del campo e della sua famiglia, nel giardino accanto. Il film è ambizioso, ha molti meriti, ma c’è anche troppo autocompiacimento e un po’ di kitsch, soprattutto quando cerca di dare un suono alla soluzione finale.
Nel wrestling è tutto finto, tranne il dolore di chi combatte
L’epoca d’oro del wrestling ci parla di un mondo bizzarro e lontanissimo: dinastie familiari, lottatori che interpretano guardie naziste, infortuni brutali e protesi. A quel tempo risale la storia dei fratelli Von Erich, straordinari atleti che hanno fatto la fortuna di questo sport e che sono tutti andati incontro a un destino tragico e incredibile.
Perché i biopic non ci stancano mai?
Guardato con sufficienza, considerato prova della scarsa vena creativa del cinema contemporaneo, il biopic è però un genere molto frequentato dagli autori e amatissimo dal pubblico. Perché? Una riflessione sul tema in occasione dell'uscita in Italia di “Prima danza, poi pensa - Alla ricerca di Beckett”, il film che racconta la vita del grande scrittore.
C’è ancora voglia di Beckett. Intervista a Gabriele Frasca
Vincitore del Nobel, fonte di ispirazione per tanti altri autori, Samuel Beckett è stato uno degli scrittori più importanti del Novecento. Eppure, solo oggi si comincia finalmente a dedicargli l’attenzione che merita. Una conversazione – ricca e divagante – con Gabriele Frasca, studioso e curatore del Meridiano dedicato allo scrittore, che arriva alla vigilia dell'uscita del biopic “Prima danza, poi pensa. Alla ricerca di Beckett”.
All Cats Are Grey in the Dark
Presentato a Locarno e candidato agli Oscar, il documentario di Lasse Linder racconta la storia di Christian, uomo di mezza età, single, che vive con le sue due amatissime gatte. Il suo forte desiderio di paternità può essere esaudito solo da una di loro due...
Contro la retorica delle piccole cose di “Perfect Days”
La poesia della quotidianità, i piccoli gesti, la magia dell’essenziale: l’ultimo film di Wim Wenders sembra fatto per piacere e commuovere gli spettatori, che arrivano a invidiare la vita semplice e routinaria del protagonista. A ben guardare però, c’è poco di bello nella sua vita e tanto di insincero nel film.
Ogni film è un dialogo. Intervista a Giorgio Diritti
Il nomadismo, i segni del tempo, il cinema come luogo di incontro: una conversazione con Giorgio Diritti, a partire dal suo ultimo film, "Lubo".