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Prima di giudicare il tifo organizzato dovremmo comprenderlo
Alle origini del tifo organizzato, spesso raccontato dai media in modo tendenzioso e denigratorio, c’era l’espressione di una cultura di classe, con dei codici espressivi simili in tutto il mondo. Oggi, tra infiltrazioni criminali e interessi economici, quella cultura è a rischio.
Perché il corpo delle sportive è sempre motivo di scontro?
Di fronte a un'atleta di successo spesso si specula molto: si tratta di una donna “vera”?
Nel wrestling è tutto finto, tranne il dolore di chi combatte
L’epoca d’oro del wrestling ci parla di un mondo bizzarro e lontanissimo: dinastie familiari, lottatori che interpretano guardie naziste, infortuni brutali e protesi. A quel tempo risale la storia dei fratelli Von Erich, straordinari atleti che hanno fatto la fortuna di questo sport e che sono tutti andati incontro a un destino tragico e incredibile.
Contro le Olimpiadi invernali
Quella dei Giochi olimpici invernali 2026 di Milano-Cortina doveva essere una edizione a costo zero. Ha invece mostrato in fretta la sua insostenibilità a livello ambientale, sociale, economico – sollevando le proteste di molte associazioni. Un malcontento che non era mai stato così diffuso. Forse è ora di ripensare la natura di questi grandi eventi.
Nessuno vuole prendersi la responsabilità del razzismo negli stadi
Sabato sera il portiere del Milan, Maignan, è stato oggetto di insulti razzisti da parte dei tifosi dell’Udinese. Inizialmente, la società di calcio ha reagito maldestramente, parlando di un caso isolato, che non ha nulla a che fare con la tifoseria e con la città. Ma allora di chi è la colpa?
La partita che l’Arabia Saudita vuole vincere è quella del potere
Oggi inizia a Riyad la Supercoppa italiana. Tra calcio, turismo e progetti folli di nuove città, l’Arabia Saudita vuole conquistare il mondo e farci dimenticare chi è davvero: una teocrazia violenta e autoritaria fondata sui combustibili fossili, che si oppone in modo feroce alla mitigazione della crisi climatica.
Cosa vogliamo da Jannik Sinner
Sinner incarna lo stereotipo del tennista che ha dedicato ogni momento della propria vita allo sport. Eppure non è mai abbastanza. Gli sponsor gli chiedono di essere più attraente, i critici più vincente, i giornalisti più italiano. Riuscirà a reggere il peso dei desideri di un Paese che cerca in lui un modello?
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