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Milano-Cortina 2026 mostra cosa comporta, in termini ambientali e sociali, organizzare i Giochi col clima che cambia.
Dimmi i tuoi peccati
Ricordiamo i peccati che abbiamo commesso da giovanissimi? Ed erano davvero peccati, poi?
Peccato
Con il nuovo mese inauguriamo anche un nuovo tema: ve lo presentiamo qui.
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Perché le si è lasciate un po’ perdere, cedendo terreno al mercato, che naturalmente non si interessa dell’equilibrio urbano.
Spin Time e la guerra del governo alle realtà solidali autogestite
Storia di una delle realtà solidali che il governo vuole distruggere.
In anteprima
Peccato viene dal latino peccatum, peccare: significa inciampare, fare un passo falso… In questa origine fisica e maldestra, familiare, risiede forse la ragione per cui il peccato ci riguarda ancora così da vicino: fa parte di noi.
Nella tradizione cristiana il peccato è ciò che separa: dall’ordine, da Dio, dalla comunità. Ma la scissione non è solo esterna. Peccando ci si frammenta, allontanandosi da un’integrità originaria. Ma cos’è il peccato? Già Agostino intuisce che il peccato non è mai solo disobbedienza.
E oggi? Sui social, a giudicare dalle shitstorm, sembra si pecchi in continuazione, e che sia il consesso di utenti a decidere la gravità dell’azione commessa. Eppure, peccano in così tanti e così di frequente, che il peccato appare diluito in tante piccole azioni meschine. Chi pecca lo fa galleggiando sulla superficialità dei dispositivi della colpa, truccato da un lessico morale edulcorato: errori di comunicazione, malintesi, errori di opportunità. Ma che paura può mai suscitare oggi il biasimo sociale, se è così dilagante, così rapido a inondare e ritirarsi, e se la memoria collettiva si è fatta così breve? Non abbiamo paura di Dio, dello Stato, di noi stessi e dei nostri simili. Cosa resta dunque del peccato?
Ce lo chiediamo questo mese su Lucy.
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Una newsletter che racconta di vite che non sono la nostra: vite straordinarie, bizzarre o comunque interessanti.
Scritta dalla redazione di Lucy,
arriva una domenica sì e una no.
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