Ricchi di famiglia, poveri di idee
La recente intervista tv a Leonardo Del Vecchio ha dimostrato che gli eredi della grande industria italiana sono molto confusi.
Pazienza senza limiti
Un artista che è riuscito ad arrivare a tutti col suo talento prodigioso.
Breve storia del Carnevale operaio
Che si tenne a Pomigliano d’Arco nel 1977 intorno all’Alfasud, per mettere in scena lo sfruttamento industriale.
In Sicilia la politica non tiene il passo del cambiamento climatico
Frane, alluvioni, mareggiate, ora i cicloni: la Sicilia è un laboratorio permanente della crisi climatica e dell’inerzia politica.
Gaza non è Auschwitz. È Auschwitz. Non è meno di Auschwitz
I due genocidi sono insieme uguali e diversi nella loro disumanità.
Il Nuncore non è solo una moda
Ma il desiderio nostalgico per un mondo più silenzioso e segreto.
Gli Epstein Files sono l’”American Psycho” dei nostri giorni
Tra teorie del complotto, ricatti, pedofilia, cosa dicono gli Epstein Files del presente che viviamo (e come fare per viverne uno diverso).
Veronica Raimo la violenza la vuole raccontare
Una conversazione con l’autrice di “Non scrivere di me”.
In anteprima
Peccato viene dal latino peccatum, peccare: significa inciampare, fare un passo falso… In questa origine fisica e maldestra, familiare, risiede forse la ragione per cui il peccato ci riguarda ancora così da vicino: fa parte di noi.
Nella tradizione cristiana il peccato è ciò che separa: dall’ordine, da Dio, dalla comunità. Ma la scissione non è solo esterna. Peccando ci si frammenta, allontanandosi da un’integrità originaria. Ma cos’è il peccato? Già Agostino intuisce che il peccato non è mai solo disobbedienza.
E oggi? Sui social, a giudicare dalle shitstorm, sembra si pecchi in continuazione, e che sia il consesso di utenti a decidere la gravità dell’azione commessa. Eppure, peccano in così tanti e così di frequente, che il peccato appare diluito in tante piccole azioni meschine. Chi pecca lo fa galleggiando sulla superficialità dei dispositivi della colpa, truccato da un lessico morale edulcorato: errori di comunicazione, malintesi, errori di opportunità. Ma che paura può mai suscitare oggi il biasimo sociale, se è così dilagante, così rapido a inondare e ritirarsi, e se la memoria collettiva si è fatta così breve? Non abbiamo paura di Dio, dello Stato, di noi stessi e dei nostri simili. Cosa resta dunque del peccato?
Ce lo chiediamo questo mese su Lucy.
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Una newsletter che racconta di vite che non sono la nostra: vite straordinarie, bizzarre o comunque interessanti.
Scritta dalla redazione di Lucy,
arriva una domenica sì e una no.
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