Un racconto di mucche in rivolta, manipolazioni psichiche, ronde paramilitari, indovini improbabili, e insospettabilmente, di guerra nei Balcani.
L’invasione delle mucche pazze
Introduzione di Emanuele Giammarco
Già verso la metà dell’anno scorso i giornali internazionali hanno cominciato a parlare dell’inaudita ondata di violenza bovina scatenatasi in Europa occidentale. Gli strani eventi hanno avuto inizio quando molte mucche, che fino a quel momento avevano dato regolarmente dell’ottimo latte, hanno cominciato a produrre uno strano liquido acidulo, inutilizzabile nei processi di trasformazione dell’industria alimentare. Le successive analisi chimiche dei laboratori europei non hanno saputo dare risposte sulla questione, aggiungendo piuttosto nuovi interrogativi. Nel latte analizzato, infatti, sono stati rilevati dei composti chimici finora sconosciuti, che non potevano provenire dai naturali processi di mungitura. Ma proprio quando gli allevatori, i produttori di latte e gli esponenti dell’opinione pubblica sembravano pronti a derubricare questi fatti a una curiosità del momento, causata forse da una dieta sbagliata delle mucche, è arrivata una nuova sorpresa. Le stesse vacche che avevano dato il liquido acidulo, rappresentanti secondo alcune stime circa il 10% della popolazione bovina europea, hanno smesso completamente di produrre latte. Allo stesso tempo, sono diventate aggressive e perfide sia con gli allevatori sia con gli altri animali con cui condividevano stalle e fattorie. Così molti contadini sono stati feriti a seguito degli improvvisi e subdoli attacchi bovini, il cui maggior numero è stato registrato in Inghilterra. In alcune fattorie inglesi sono state segnalate alcune fughe di massa e gli abitanti e i contadini hanno dovuto organizzare non di rado delle vere e proprie battute di caccia per rintracciare le mucche evase, che sono state talvolta accerchiate e all’occorrenza imprigionate o uccise sul momento. Nel frattempo, però, mentre erano in libertà, queste bestie stranamente impazzite hanno commesso atrocità inaudite e diretto la propria furia e la propria aumentata forza fisica contro piccole creature del bosco, come conigli e scoiattoli.
Che gli eventi avessero preso una piega persino drammatica è evidente da un incidente che è stato segnalato e riportato da tutti i principali media in quasi tutti i paesi stranieri. Verso la metà di ottobre dello scorso anno, non lontano dalla foresta di Sherwood, nella quale i cacciatori stavano cercando un gruppo maggiore di mucche in fuga, in una radura si è registrata una scena agghiacciante. Lì, su una piccola piana dove secondo una strana logica le mucche avevano improvvisato un piccolo santuario boschivo, sono stati ritrovati una ventina di conigli e una quindicina di scoiattoli marroni i cui corpi giacevano sparsi tutto intorno. Le successive indagini hanno dimostrato che i conigli erano stati violentati dalle mucche prima di essere sacrificati in un insolito primitivo rituale bovino su un altare dedicato a una divinità cornuta, la cui statua, realizzata senza particolare cura artistica, è ora conservata nell’ufficio della polizia di Nottingham, dove gli esperti britannici stanno svolgendo attente ricerche per comprendere l’origine di questa improvvisa ondata di violenza bovina.
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Riportiamo ora alcune testimonianze originali sui fatti appena descritti.
John Greenwood, noto allevatore della regione britannica del Sussex, è rimasto scioccato da questo sviluppo degli eventi: « Non capisco perché tutto questo stia succedendo » ha dichiarato al Daily Telegraph. « Mi sono sempre preso cura delle mie mucche come fossero parte della mia famiglia. Soprattutto di Sarah, la mia migliore vacca da latte, che da meravigliosa e dolcissima mucca si è trasformata in un vero e proprio mostro. Dopo aver ferito gravemente con le corna due lavoratori ha chiamato alla rivolta altre dodici mucche di razza.
Conoscete già le atrocità di cui si sono rese protagoniste in seguito » ha concluso sconvolto l’allevatore.
Edward Alman, ispettore capo di Scotland Yard, a cui sono state affidate le indagini su questo insolito caso, ha ammesso a un giornalista del Sun che la polizia sta ancora brancolando nel buio: « Davvero non capisco cosa stia succedendo » ha dichiarato, « in tutta la mia carriera non ho mai visto nulla di simile. È come se le mucche ribelli si organizzassero in formazioni di stampo terroristico, con degli obiettivi ben precisi e secondo un piano predefinito. Ma quale sia questo piano e chi controlli le mucche, per ora, non ci è dato saperlo » ha concluso Alman a termine della sua conferenza stampa.
Gli esperti che hanno sezionato le mucche catturate e uccise negano la possibilità che alla base di questi fatti ci sia una malattia o un’epidemia di rabbia bovina come quella del 1785, i cui effetti sono ancora impressi nella memoria dell’imprenditoria agricola britannica. Inoltre, aggiungono, negli organismi delle mucche non sono state rilevate tracce di droga, che qualche gruppo ben organizzato di attivisti contro la difesa dell’ambiente potrebbe aver iniettato di nascosto nel loro sangue o nel loro cibo. Per fortuna, mentre montavano questi dubbi, l’ondata di violenza bovina ha cominciato a esaurirsi. In generale le mucche fuggite sono state catturate e liquidate, mentre quelle rimaste fedeli ai propri allevatori non mostravano ulteriori segni di comportamenti insoliti o di eventuali collegamenti con i gruppi ancora ricercati dalle forze dell’ordine dei paesi europei.
E forse tutto questo caso sarebbe caduto velocemente nel dimenticatoio con l’avvicinarsi delle vacanze natalizie se il patologo e medico legale tedesco Hans Grubach, che aveva sezionato le mucche per conto della polizia bavarese, non avesse reso pubblica la propria tesi sulla questione. Nonostante la serietà e la veridicità delle sue affermazioni siano state subito contestate dalle autorità ufficiali, le riassumiamo qui brevemente.
Il dottor Grubach affermava che qualcuno avesse posseduto telepaticamente la stolida psiche delle mucche da latte e che avesse influito con degli impulsi cerebrali sulla loro aumentata aggressività, manipolandole ai fini di alcuni piani sui quali il dottore, da rispettato ed eminente studioso, non voleva sbilanciarsi. E forse il dottor Grubach avrebbe dovuto sopportare per sempre i sorrisini ironici dei colleghi se le sue tesi non fossero state presto confermate nella maniera più tragica. Le mucche impazzite, infatti, non soltanto avevano una forza fisica aumentata a dismisura – che utilizzavano, come dicevamo, per terrorizzare la popolazione locale e gli altri animali –, ma disponevano anche di poteri psichici eccezionali, con cui generavano fenomeni di poltergeist, causando diversi incendi che hanno investito almeno trenta fattorie nei paesi dell’Europa occidentale.
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L’opinione pubblica e le forze dell’ordine occidentali, sconvolte, non sapevano come reagire a tutto questo, e così hanno scelto il metodo più semplice, simile a quello utilizzato con i dischi volanti: ignorare e occultare i fatti. Alcuni cittadini scontenti dallo stato delle cose hanno deciso tuttavia di assumere nelle proprie mani la giustizia agricola e bovina. Dopo essersi dati il nome bizzarro di Anti-Cowsguard, si sono organizzati in unità paramilitari e parapoliziesche illegali con l’obiettivo di dare la caccia ai restanti gruppetti di mucche fuggitive, alcune delle quali si nascondono ancora oggi nei boschi europei. In poco tempo hanno iniziato una lotta senza quartiere contro le vacche, ottenendo subito dei risultati concreti. Entro la fine dell’anno soltanto in Inghilterra sono stati individuati sette gruppi di mucche ribelli, che sono state imprigionate e liquidate sul momento. D’altra parte i media non hanno dato grande peso a questi eventi, classificandoli come elementi scandalistici di poco conto. Ma è davvero così?
Alla ricerca di nuove informazioni che possano chiarire questa inaudita ondata di violenza bovina abbiamo deciso di consultare alcune pubblicazioni straniere che si occupano di fenomeni paranormali, ambito al quale si può facilmente ricondurre il caso delle mucche impazzite.
Carlo Trotter, veggente e mago di Glasgow, famoso per aver indovinato il risultato del big match tra Manchester United e Juventus del 1978, nei suoi scritti ci indirizza ad alcuni passi delle celebri profezie di Nostradamus. Trotter afferma che il veggente francese avesse previsto già da tempo questi eventi e che essi rappresentino soltanto l’inizio di un’aggressione a tutto campo della specie bovina contro quella umana. Ecco le presunte parole di Nostradamus al riguardo:
Dodici anni dopo la caduta della rocca insanguinata, con la luna piena nel cielo oscuro, gli animali maligni sentirono l’ordine delle corna rosse per il sangue sparso.
Secondo Trotter chiunque può comprendere il senso di questa centuria di Nostradamus. « Dodici anni dopo la caduta della rocca insanguinata » va inteso come dodici anni dopo il 1982, mentre la caduta della rocca insanguinata è da interpretarsi come allegoria del grande incidente ferroviario avvenuto nella regione belga delle Ardenne, note anche con il vecchio nome medievale di Rocca rossa. Questo nome viene infatti impiegato anche per il ponte di montagna che proprio in quel lontano 1982 crollò sotto un treno che trasportava, guarda caso, 215 mucche morte in questa sfortunata circostanza. Come afferma il mago e veggente Carlo Trotter, « con la luna piena nel cielo oscuro » è inoltre una chiara allusione all’ottobre 1994, quando la luna piena si troverà allineata con il nostro pianeta e Mercurio, da sempre simbolo del segno astrologico dei Gemelli. In quel momento, se vogliamo credere a Trotter e Nostradamus, tutte le mucche del mondo si uniranno e attaccheranno noi umani. Con tono lugubre, Trotter conclude che il verso relativo alle « corna rosse per il sangue sparso » non ha bisogno di particolari spiegazioni.
Ci sono poi altri interpreti che hanno letto a modo loro l’ondata di violenza bovina che si è abbattuta su alcuni paesi europei. Il reverendo Louis Harrison Smith, capo della piccola ma influente setta del Tredicesimo giorno dell’apocalisse, un ordine religioso che ha sede nel Kalahari, ha affermato che il comportamento bestiale delle mucche è soltanto un’anticipazione del prossimo, e a suo dire imminente, arrivo dell’Anticristo su queste nostre lande terrestri. 666 è il suo simbolo secondo il reverendo, una rappresentazione di come le code delle mucche impazzite fossero deformate in maniera strana e terrificante, finendo per comporre una figura che potrebbe essere ricondotta anche alla forma del numero sei. A conferma della sua ipotesi, Smith adduce il dato effettivamente verificato secondo cui le violente mucche in fuga si muovevano solitamente in gruppetti da tre, con le loro code che formavano chiaramente tre numeri sei, il simbolo di Belzebù, che secondo le profezie bibliche dovrebbe arrivare proprio in questo periodo sul nostro pianeta per cercare di conquistarlo.
È anche vero, tuttavia, che il reverendo Smith, fin troppo convinto delle sue idee, è finito recentemente in carcere a causa delle stesse, scatenando un polverone nei vari circoli delle congregazioni religiose alternative. Accompagnato dai suoi più stretti collaboratori, Smith è arrivato infatti in Europa, in Francia, dove ha cominciato a uccidere senza alcun piano razionale delle mucche innocenti, affermando di compiere così la sua santa missione, per la quale sarebbe stato ispirato dal Cielo stesso. A seguito di un inglorioso score di 14 mucche subdolamente uccise, il reverendo e i suoi quattro aiutanti sono stati sorpresi in un paesino non lontano da Strasburgo mentre cercavano di liquidare con il favore delle tenebre tre povere vacche, del tutto addomesticate, di proprietà del piccolo possidente Jean-Baptiste Juar, che ha provveduto a menare per bene i bovinocidi prima di consegnarli alle forze dell’ordine.
Questa è, in breve, la cronologia degli strani fatti collegati all’improvvisa aggressività di una parte delle mucche europee. Abbiamo anche sentito alcune delle teorie più interessanti che cercano di spiegare le cause e le conseguenze dell’inaudita violenza di questi artiodattili solitamente mansueti, che ci danno il latte e che amano muggire.
In ogni caso, anche nei primi giorni di quest’anno ci giungono dall’Europa notizie relative agli ulteriori sviluppi di questo tema. In Norvegia, nella sola notte di Capodanno, un gruppo di mucche ha compiuto un attacco a sorpresa contro un paesino isolato in direzione della Groenlandia e i testimoni superstiti hanno parlato di una specie del tutto nuova di mucche aggressive che dispongono non soltanto di una forza erculea, ma sono in grado di saltare anche quindici metri in alto e dieci in lungo.
Sta a noi decidere se tali dichiarazioni siano da accettare come verosimili o se siano frutto dell’immaginazione…