Tag: Cultura
Jorit, lo street artist tra San Gennaro e Putin
Che cos’hanno in comune San Gennaro, Che Guevara, Ilaria Cucchi e Pasolini? Sono stati tutti ritratti, in enormi murales, dallo street artist Jorit. Da qualche anno i suoi servizi sono molto richiesti da amministratori regionali, sindaci, assessori alla cultura. Si capisce: sono opere che vogliono lanciare un messaggio semplice, che a volte è semplicistico. Spesso anche molto discutibile, come dimostra il sostegno che Jorit ha fornito a Putin e alla sua guerra.
Akira Toriyama ha messo d’accordo nerd e coatti
Akira Toriyama è riuscito in un’impresa rara: mettere d’accordo tutti. Lo dimostra la commozione che ha suscitato sua morte, avvenuta pochi giorni fa. Ideatore di “Dragon Ball”, Toriyama ha unito con le sue opere persone diversissime e generazioni distanti tra loro, creando un universo a misura delle sue passioni e della sua vita. Questo universo è ancora in grado di crescere assieme ai suoi fan.
Li Kunwu, artista e custode della memoria cinese
Mescolando tradizione pittorica, manifesti di propaganda e nuovi stili di illustrazione, ha dipinto speranze, violenze e desideri di un popolo intero: un'intervista al maestro del fumetto cinese che meglio di chiunque altro ha raccontato gli stravolgimenti della Cina degli ultimi settanta anni.
I soldi, per le donne, sono ancora una disgrazia
Il rapporto che le donne hanno con i soldi è ancora poco esplorato, per ragioni culturali, storiche e forse anche per pudore. Eppure c’è un dato che dovrebbe far riflettere: il 32% delle donne in Italia dipende economicamente da partner o familiari. Per essere indipendenti e libere dal ricatto del denaro, prima di possederne, bisogna parlarne.
I migliori incontri della mia vita sono quelli mancati
Per un intellettuale del Novecento, militanza e lavoro ben fatto venivano spesso prima di ogni altra cosa. Per questo, l’incontro con il proprio scrittore o attore preferito poteva saltare a causa di una riunione di redazione o di un corteo pacifista. Oggi che quell’età irripetibile è finita, quegli incontri mancati lasciano più di un rimpianto, almeno in Goffredo Fofi che, per la prima volta, racconta i suoi.
L’inquietante ascesa delle influencer virtuali
Hanno milioni di follower sui social e lauti contratti con i brand. Hanno una storia, uno stile, dei valori. Eppure non esistono davvero: sono modelle digitali generate al computer, sempre più simili a noi e proprio per questo sempre più stranianti. Oggi sono al centro di molte discussioni: si teme la manipolazione degli utenti, l'iper-sessualizzazione, il rafforzamento di alcuni stereotipi. Qual è il loro futuro?
La sconfitta di Chiara Ferragni
Quattro milioni di spettatori, più del Papa. L’intervista di Fazio a Chiara Ferragni è stata un successo di ascolti. Difficile però considerarla un trionfo per Ferragni: la sensazione è che il suo racconto si sia usurato, che le persone si sentano prese in giro e si siano stufate di lei. Questo perché non è stata in grado di cambiare, come invece hanno fatto le sorelle Kardashian.
Le grandi paure del XXI secolo: un riassunto per immagini
L’arrivo del nuovo secolo sembrava portare con sé le speranze di un mondo più libero, con meno conflitti e un maggior benessere diffuso. Eppure, questi primi ventiquattro anni hanno visto emergere vecchie e nuove paure. In molte di queste, siamo purtroppo ancora immersi.
La Chiesa è a un passo dallo scisma?
Tra lotte di potere, processi ai cardinali, accuse di eresia, complotti geopolitici, la Chiesa di Roma somiglia sempre di più a una serie televisiva. L’ultima polemica è esplosa dopo la pubblicazione di un documento papale che sembra aprire alla benedizione delle coppie omosessuali. La tensione nell’ambiente ecclesiastico è molto alta: quale visione del cristianesimo prevarrà nei prossimi anni?
Ne “La zona di interesse” la Shoah è un rumore insopportabile
L’Olocausto è l’evento che più di ogni altro ha denunciato i limiti del linguaggio. L’ultimo film di Jonathan Glazer prova una nuova via per raccontarlo: non mostra la vita dentro al campo di sterminio di Auschwitz ma quella placida e ordinaria del comandante del campo e della sua famiglia, nel giardino accanto. Il film è ambizioso, ha molti meriti, ma c’è anche troppo autocompiacimento e un po’ di kitsch, soprattutto quando cerca di dare un suono alla soluzione finale.