Articoli
Tutti gli articoli e i racconti di Lucy.
Il padiglione russo alla Biennale è un elogio della censura
Che senso ha esporre l’arte di un paese dove la produzione culturale è sottoposta alla censura dello Stato?
La politica estera italiana: non fare niente
E limitarsi “seguire con attenzione”. Ma è sempre stato così?
Capi che molestano le donne
Che cosa c’è nella testa di un uomo che “ci prova” con una sua dipendente?
La Zanzara era trasgressiva. Oggi è solo conformista
Come un programma irriverente è diventato sempre più reazionario e prevedibile (come il suo conduttore).
Basta ancora la paghetta per insegnare ai bambini il valore dei soldi?
Probabilmente no, ma responsabilizzarli presto è la cosa migliore. Soprattutto in Italia.
Perché i giovani (maschi) sono reazionari?
E soprattutto, c’è davvero da stupirsene?
Ivano Ferrari, poeta clandestino
Poeta tra i più originali della sua generazione, Ivano Ferrari non ha mai ottenuto in vita un vasto riconoscimento di pubblico. La recente uscita di una sua antologia di poesie postuma per Crocetti è l’occasione per conoscerlo meglio.
Rivisti oggi, i machi degli anni Ottanta fanno sorridere (e incazzare)
I sex symbol del passato erano uomini tossici, maschilisti, predatori. Oggi forse qualcosa è cambiato.
Pedro Sánchez è l’ultimo leader della sinistra europea
Dato più volte per finito, il premier spagnolo è molto bravo a rimontare. E oggi sembra uno dei pochi argini al trumpismo globale.
Perché gli italiani non capiscono niente di finanza?
Secondo l’OCSE siamo ultimi in Europa per alfabetizzazione finanziaria. Risparmiamo molto, investiamo poco e parliamo ancora meno di soldi. Ma ignorare la finanza ci rende più fragili e più poveri.
“La mattina scrivo” e l’incapacità di fare un discorso collettivo sul lavoro culturale
In “La mattina scrivo” Franck Courtès racconta il proprio doloroso fallimento nel tentativo di vivere di sola scrittura. A colpire però nella vicenda, divenuta anche un film di Valerie Donzelli da poco in sala, è la nostra incapacità di ripensare il lavoro culturale come un questione collettiva e non, invece, come un destino individuale.
ll futuro dell’arte sono le mostre immersive? Speriamo di no
Le mostre immersive promettono molto, però mantengono poco. Al punto che forse non andrebbero nemmeno chiamate “mostre”.