Articoli
Tutti gli articoli e i racconti di Lucy.
Cosa si dicono (e ci dicono) le balene?
Tantissime cose e, a differenza di molti di noi, sono anche brave a non interrompersi a vicenda.
“Diluvio non è una distopia, ma già la realtà”. Intervista a Stephen Markley
Sulla letteratura, e su come raccontare le sfide ambientali e morali di un futuro in bilico tra speranza e catastrofe.
Il problema non è quale Storia insegnare, ma come insegnarla
Troppe difficoltà, poco interesse, zero memoria. È il momento di rivedere il ruolo della Storia nel programma?
Quello che le canzoni di Sanremo (non) dicono
Un’analisi dei testi del Festival, che a parte qualche eccezione sintetizzano il conformismo della musica contemporanea.
La vita agra
Da Orwell in poi ci è chiaro che, soprattutto in fattoria, non tutti gli animali sono uguali.
E.O. Wilson: il signore delle formiche
L’eredità di Edward Osborne Wilson, uno dei più geniali scienziati del Novecento, è ancora controversa. Perché?
Vita e morte dei miei animali
La peculiarità della nostra relazione con gli animali domestici è che sappiamo che non ci sopravviveranno.
“Cosa vuol dire il nome fratello”: vita e lascito di Guido Pasolini
Nella ricorrenza dei cinquant’anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini, molto si parlerà del brutale assassinio di cui fu vittima. Non tutti sanno, forse, che la stessa sorte toccò al fratello Guido, vittima del più grave eccidio interno alla Resistenza.
La scomparsa del silenzio
In passato la vita era scandita dai suoni naturali e da pochi rumori inevitabili. Oggi, invece, sembriamo terrorizzati dall’idea di non poter avere sempre qualcosa da ascoltare, ovunque ci troviamo. Cos’è cambiato, nel nostro modo di rapportarci ai suoni?
Il cinema americano sa ancora raccontare chi sta ai margini?
Raccontare le persone comuni oggi è un atto di resistenza. Hollywood è in grado di farlo?
Più libri, meno lettori: come muore l’editoria italiana
Il sesto mercato editoriale al mondo (il nostro) si sta scontrando con la realtà di un Paese che non legge più.
A Roccaraso il problema non sono i turisti, ma i turisti poveri
I turisti (e gli influencer) vanno bene solo quando non sono di estrazione popolare, sguaiati e scomposti?